giovedì, maggio 22, 2008

Chris Leo live @ Locomotiv Club

Questa sera Chris Leo, già voce e chitarra dei leggendari Van Pelt e dei Lapse, nonché fratello di Ted Leo, arriva in concerto al Locomotiv Club con il suo ultimo progetto Vague Angels.
Se il nome non vi dice molto, questa è la descrizione che ne fa la All Music Guide: "Chris Leo's songwriting incorporates noisy, guitar-driven elements and half-spoken, half-sung melodic elements. His work with the Van Pelt in the mid-'90s led to a successful bout of touring and performing and a handful of releases on Gern Blandsten". Tra le altre etichette per cui ha pubblicato Leo sono da annoverare anche Southern e Matador.
Negli anni più recenti Leo si è dedicato anche a scrivere libri, alcuni illustrati e per bambini. Il suo ultimo lavoro si intitola Lets Duke It Out At Kilkenny Katz, un album che mescola indie rock classico, psichedelia, folk e spoken word con grande emotività. L'appuntamento è alle 22.30 in Via Serlio 25.

>>>(mp3): The Princess and the Newt
>>>(mp3): The Vague Angels of Vagary
Döda fallet

Vapnet - Döda falletAvevo letto in giro qualche commento abbastanza insoddisfatto a proposito del nuovo album dei Vapnet (quelli di Kalla mig di qualche estate fa), e del resto gli ultimi ep non promettevano niente di buono. Pensavo che anche loro avessero seguito un certo andazzo dell'indiepop scandinavo, un po' trascurato nei mesi passati, e invece questo Döda fallet (pubblicato come sempre da Hybris) mi ha sorpreso in maniera del tutto positiva.
Si potrebbe dire che la formula della banda di Östersund non è cambiata troppo: melodie molto distese che la seriosa voce di Martin Hanberg quasi rende distanti, timbri sonori che (anche quando utilizzano qualche synth o batteria elettronica) danno ancora all'indiepop dei Vapnet un colore addirittura pastorale. Eppure tutto sembra filare più liscio, lineare e coeso, a mio parere anche rispetto all'esordio Jag vet hur man väntar. Una più aperta coralità pervade queste dieci tracce (Inga fåglar oppure Såg aldrig dig sono quasi dalle parti degli I'm From Barcelona) e anche la loro tipica trattenuta malinconia sembra questa volta meno oscura e involuta. Insomma, una bella seconda prova, che riconferma i Vapnet tra gli alfieri del pop fran Sverige.
Se poi qualcuno si facesse avanti a tradurmi qualche testo, anche solo un ritornello, avrebbe tutta la mia gratitudine.


>>>(mp3): Vapnet - Inga fåglar
>>>(bootleg): Vapnet Live @ Debaser Medis - Stockholm (2008-04-30)

mercoledì, maggio 21, 2008

Pop un po' porno e un po' genio


Complice forse questa primavera da impermeabili, Il Genio mi ha fatto buona compagnia negli ultimi tempi. Ogni tanto, abbiamo tutti bisogno di un po' di Jean Paul Belmondo.
A dire il vero, già quest'inverno girava quel piccolo tormentone soffice che è Pop porno, ma ammetto di averlo sottovalutato. Poi il post di Nur sulle pagine di Vitaminic mi ha fatto nascere una certa curiosità per questo duo.
Gianluca De Rubertis (Studiodavoli) e Alessandra Contini, tra Lecce e Milano, si divertono a recuperare un immaginario un po' Settanta e francese, giocando a carte scoperte. Il bianco e nero diventa un "tic" (Applique), un artificio per rincorrersi tra gli eroi preferiti, seducenti chanteuse e uomini notturni dalla perenne sigaretta.
Molto cinema, la giusta dose di ironia ("le frasi fatte apposta per dimenticare un testo") e un po' di sensualità senza drammi ("oui, l'amour, c'etait le plat du jour") nelle dodici canzoni vintage dell'omonimo esordio uscito su Disastro Records. Tra il Gainsbourg più naïf e gli Air meno oscuri, con la voce filiforme di Alessandra ad ammaliare tra i sospiri, Il Genio è una delle sorprese di questa stagione per il pop di casa nostra.

>>>(mp3): Il Genio - Pop Porno
>>>(mp3): Il Genio - Applique

lunedì, maggio 19, 2008

Camera Obscura per la prima volta in Italia!


La notizia è di quelle che qui a polaroid vengono accolte stappando le bottiglie tenute da parte per le grandi occasioni. Stando a quanto anticipato qualche giorno fa da Pitchfork, e poi ribadito dal myspace della band (ma si attende ancora la conferma ufficiale qui in città), i Camera Obscura saranno per la prima volta in concerto in Italia il prossimo 14 luglio, a Bologna, all'interno della rassegna JuLive. La location non è ancora definitiva, ma potrebbe essere Piazza Verdi.
Intanto il gruppo scozzese è tornato in studio in Svezia per registrare il seguito del fortunato Let's Get Out of This Country del 2006. Ad assisterli ci sono Jari Haapalainen (già al lavoro con Concretes e Ed Harcourt) e Björn Yttling della band Peter, Björn, & John.

bonus tracks:
- Lloyd, I'm Ready To Be Heartbroken
- Books Written For Girls (Synonym remix)
Pelle and Sebastian

Il cantautore svedese Pelle Carlberg, già protagonista negli ultimi anni di un paio di apprezzati tour in Italia, ha postato sul proprio sito un'anteprima del prossimo album al quale sta lavorando.
1983 racconta, ancora una volta, una piccola storia di ricordi adolescenziali, una notte in giro da ragazzini, quando la città comincia a sembrare più grande e difficile.
E dato che la band scozzese dei Belle and Sebastian è sempre stato il primo riferimento in tutte le recensioni dei dischi di Carlberg, ecco spiegato il gioco di parole nel sottotitolo.

>>>(mp3) Pelle Carlberg - 1983 (Pelle and Sebastian) - rough mix

sabato, maggio 17, 2008

Ci si vede a Bari

Oggi mi trovate nel duplice ruolo di autista e giradischi di contorno per la data barese dei My Awesome Mixtape, al Circolo Arci 37 di Giovinazzo (diciamo la verità: ci vado solo per il nome del paese, ok).
Per la strada dovrei cavarmela (seguo sempre la costa in direzione sud?), mentre al mixer per fortuna sarò accanto ai local hero di Tiger Town. E in più, insieme alla balotta bolognese scenderà anche Bruno Germano della Settlefish School of Rock, in veste di scettico fonico dei MAM.
A banco! A banco!

>>>(mp3): My Awesome Mixtape - I've Dropped My 13th Party (demo)

venerdì, maggio 16, 2008

Tutto in tre notti



Post a punti!
Era un po' che non mi cimentavo con questo schema classico della letteratura digitale.
Pronti via, in ordine sparso:

The Mae Shi- ho visto i Mae Shi: show strano, ricercatamente caotico e debordante, ma talmente fuori dalle righe da levare ogni appiglio e risultare alla fine un po' vuoto e inconcludente. Un po' come questa frase. Che è un peccato, perchè c'è un album come HLLLYH a dimostrare che quando vogliono dire qualcosa sanno tirare fuori pezzi ineccepibili come Run To Your Grave.

- ho visto i Johnny Foreigner, per la seconda volta, e continuano a non impressionarmi. Sono in pratica una versione sintetica dei Los Campesinos! (sono solo un trio) mischiata a udibili radici punk scuola Orange County, con un tiro decisamente buono ma senza pezzi che si lascino ricordare. C'è chi giura su di loro, ma lunedì al King's College il pubblico è rimasto piuttosto freddo.

Fuck Buttons- ho visto i Fuck Buttons: soffrono del solito dilemma degli show di elettronica, in cui i protagonisti dietro i loro mille bottoni che azionano altrettanti suoni precampionati fanno del loro meglio per non sembrare solo due tizi che controllano la mail. Per cui ecco che uno dei due si mette a ballare come una scimmia durante Sweet Love For Planet Earth, mentre l'altro percuote un rullante non microfonato, e insieme ogni tanto sincronizzano l'headbanging. Ma aldilà della povertà coreografica, il sound che esce dai loro marchingegni rimane una goduria.

- ho visto i Duchess Says: la frontman è pazza fulminata come ne ho visti davvero pochi. Guardatevi il video di In Serial, di gran lunga il loro pezzo più ascoltabile.

- ho visto un gruppo che si chiama Shitting Fists: a me sono piaciuti, ma non è il vostro genere.

- ho visto i Times New Viking: sotto un muro di riverberi e feedback dovuto metà al loro trademark sound e metà all'acustica terribile dell'Old Blue Last, si sono intuite cose molto interessanti, tipo dei Jesus & Mary Chain che si intrippano con certe melodie indie-pop e la smettono di guardarsi sempre le scarpe. Il batterista esibiva una maglietta con scritto "Fuck your blog": ha ragione.

Jay Reatard- ho visto i Jay Reatard: delle furie. Tre ceffi impresentabili (il batterista è il gemello grasso di Garth di Fusi di testa) per del garage alla velocità della luce meno grezzo di quanto si possa pensare e maledettamente funzionante.

- ho visto i Charlatans: uno non può entrare due secondi da Zavvi per vedere le offerte sui dvd che ci trova dentro i Charlatans che suonano a gratis davanti ad appena un centinaio di persone. Personalmente non ne vado pazzo, ma buttali via...

- ho visto i Team Waterpolo e avrei preferito di no. Musicalmente imbarazzanti, chiudono su una nota tenerissima - che da sola guadagna la citazione - quando il frontman si getta a peso morto sulla batteria e, rialzatosi tutto eccitato, grida "YES!!! That was the first time I did it!!!".

- ho visto i Friendly Fires e, sebbene in confronto ai Team Waterpolo abbiano fatto la figura dei New Order dell'84, a mente fredda non sono nulla di memorabile.

Crystal Castles- infine, come precedentemente evidenziato, ho rivisto per la terza volta in un mese i Crystal Castles. Le prime due volte credevo di essere stato abbagliato da Alice Glass semplicemente perchè, spiattellato centrale in prima fila, ce l'avevo letteralmente tra le braccia, ma anche a 20 metri di distanza l'effetto è rimasto invariato. Credo che li seguirò ovunque forever. Alice TVTB, chiamami.

Bonus conclusivo, una band da tenere assolutamente d'occhio: i Gene Jacket (ho detto occhio, non necessariamente orecchio...).

Vi basta per oggi?

giovedì, maggio 15, 2008

Rollerball contest!


Questa sera al Locomotiv Club di Bologna arrivano in concerto i Rollerball a presentare Ahura, il loro ultimo lavoro su Wallace Records.
I Rollerball hanno una storia ormai decennale, con alle spalle dodici album, una decina di Ep e singoli vari. "Tra trombe al sapore di future-folk e pulsanti melodrammi dark-wave" si prospetta una serata di post-rock sperimentale denso e oscuro.
Grazie al supporto di Città del Capo Radio Metropolitana, dove la band sarà ospite oggi pomeriggio a partire dalle 16.30, ci sono in palio due ingressi gratuiti per i primi due che scriveranno una mail a blog [chiocciola] polaroidallaradio.it, indicando da quale città proviene la band statunitense.
La primavera sullo scaffale

Qui si ha da sempre in simpatia la Shelflife. Il suo vecchio catalogo, all'inizio di questo decennio, mi aiutò a scoprire l'indiepop e tra l'altro fu proprio la Shelflife la prima a rendere disponibile i Radio Dept. fuori dalla Svezia, back in 2003.
Da qualche tempo, dopo un trasloco a Portland e non senza qualche apparente difficoltà, l'etichetta ha ripreso a pubblicare, facendo uscire accoppiate di ep e sette pollici dall'estetica molto curata.
L'anno scorso salutammo l'esordio degli italiani Warm Morning e l'atteso debutto dei fantastici Days. Ora il gentile Matthew ci scrive per segnalare le due nuove uscite della label dello scaffale:

- The Ruling Class fanno base a Londra ma il progetto riunisce membri svedesi, inglesi e pure un batterista italiano. Il fondatore Tomas Kubowicz è da sempre innamorato degli Stone Roses e in questo primo lavoro Tour de Force direi che è abbastanza evidente. Ritmi molto "arrotolati", chitarre ipnotiche e voce sognante, per riportarci ai fasti della Madchester che fu. Flowers e Sleeping Beauty toccano corde più psichedeliche con leggerezza. Non sarà una rivoluzione ma le canzoni funzionano, le melodie sono indovinate e alla fine tutti gli elementi cadono al posto giusto.

>>>(mp3): The Ruling Class - Umbrella Folds


- Il duo dei Kuryakin (già apparso un paio d'anni fa sulla compilation Are You Scared To Get Happy?) si divide tra Stoccolma e Uppsala, e produce musica allo stesso modo di quello che sembra essere uno dei loro principali punti di riferimento, ovvero i Postal Service.
Ma alla formula del "laptop pop" (giuro che si legge in giro anche questa) aggiungono una nota acustica parecchio maliconica, che loro stessi ricollegano ai Prefab Sprout. Un po' come hanno fatto i Radio Dept, ma senza la stessa ricerca di freddezza. Anzi, ogni cosa rimane permeata di fragilità, in qualche modo serena ed emotiva allo stesso tempo e nella giusta misura.

>>>(mp3): Kuryakin - Snow

mercoledì, maggio 14, 2008

L'estate sull'oceano

Sono affezionato al mio vecchio iPod, nonostante abbia una memoria di soli 2 giga. Dato il poco spazio, mi sono abituato a fare un ricambio di playlist quasi tutte le settimane o poco più, usandolo soprattutto per ascoltare le novità. Pochi dischi sopravvivono a molte rotazioni. Ma di recente uno mi ha fatto pensare che dovrò trovare il modo di tenerlo su fino all'estate: Long Gone and Nearly There dei Julie Ocean, perfetto per la prossima stagione, la strada la spiaggia gli amici e tutto il resto che già sapete.
Quartetto di Washington, i Julie Ocean non sono certo dei novellini. Il cuore della formazione, infatti, arriva dai Velocity Girl, storica band che nella prima metà dei Novanta pubblicò tre album per Sub Pop. Nel resto dell'albero genealogico si trovano gruppi come Saturday People e Glo-Worm, o etichette come Slumberland, K e Dischord. E se i Velocity Girl prendevano il nome dai primissimi Primal Scream, "Julie Ocean" è un omaggio agli Undertones.
La formula musicale di Long Gone and Nearly There rimanda al migliore sound da college radio dei bei tempi (Lemonheads, Guided By Voices, tanto per fare qualche citazione), pieno di chitarre veloci e cori solari, ritmi spigliati da battimani immediato, rumore e melodie equilibrati a meraviglia dentro dieci canzoni in venticinque minuti.
Forse si avverte un po' la mancanza di certe dinamiche tra voci femminili e maschili, come nei Velocity Girl, ma Jim Spellman e Terry Banks, tra falsetti e sha-la-la da Beach Boys, sono perfettamente in parte. Il disco è prodotto da Geoff Sanoff, che non a caso ha già lavorato con Fountains of Wayne e Luna.
Qui si può ascoltare l'intero album in streaming, ma comprarlo costa appena 13 dollari, spese incluse. Sarà il mio primo acquisto per l'estate che arriva.

>>>(mp3): Ten Lonely Words
>>>(mp3): At the Appointed Hour
The changing man

Paul Weller - Mojo June 2008L'acquisto del nuovo numero di Mojo è davvero consigliabile. E non solo per il commovente speciale su Prince Buster, per la bella retrospettiva su Dolly Parton (che però non spiega come mai sia così popolare in Svezia), non solo per Bon Iver disco del mese o per la prestigiosissima pagina che riunisce Chaka Khan e l'oltrissima Joni Mitchell.
Il cd omaggio questa volta riesce a superare i già altissimi standard della rivista britannica. Interamente dedicato ad autori che hanno influenzato Paul Weller, contiene anche tre rarità del Modfather e soprattutto si apre con questa strepitosa cover di Left Right & Centre, canzone che Weller scrisse a 15 anni (!), mai pubblicata e finalmente realizzata l'anno scorso da Lord Large (già tastiersta di Electric Soft Parade e Ordinary Boys), con il leggendario Dean Parrish alla voce.

>>>mp3): Lord Large feat. Dean Parrish - Left Right & Centre

martedì, maggio 13, 2008

Martedì legna

- Da Genova, pronti a conquistare gli UK, tornano i Banshee. Esce ora per Suiteside questo nuovo Kicks Up EP, che anticipa Your Nice Habits, secondo album dopo Public Talks del 2006.
I ritmi sono sempre molto serrati, e l'obiettivo evidente resta quello del dancefloor, grazie anche alla produzione artistica di Luke Smith, ex Clor, già al lavoro con To My Boy, ShitDisco e Theoretical Girl.
Tra i remix del singolo, si segnala anche questo dei nostri Cool Kids Can't Die che spingono il pezzo verso una deriva parecchio ipnotica.

>>>(mp3): The Banshee - Kicks Up (Cool Kids Can't Die rmx)


Alice Glass upskirt!- Domani sera Valido (che ci ha fatto dono di questo pregevole upskirt di Alice Glass) torna a vedere i Crystal Castles per la terza volta in un mese. Segno che la loro incrocio di punk da videogioco e bassa fedeltà in qualche modo ha colto nel segno (nonostante le polemiche sulla loro onestà artistica).
Anch'io, che non sono proprio avvezzo a questi suoni, mi sono ritrovato ad apprezzare e ad ascoltare stranamente spesso il loro omonimo album d'esordio. Sulle pagine di Vitaminic trovate una recensione a sei mani e l'intero album in streaming.

>>>(mp3): Crystal Castles - Air War (Ryan Laser Remix)

lunedì, maggio 12, 2008

Just Like Monday #2

Just Like Monday
Si torna in città e si torna alla realtà giusto in tempo per un lunedì che vede finalmente in agenda il nuovo appuntamento con l'aperitivo curato da Jonathan Clancy e dal sottosocritto, in collaborazione con Città del Capo Radio Metropolitana.
Just Like Monday dovrebbe andare in onda un lunedì sì e uno no nelle stanze della Bandiga (golosissima osteria con annessa spettacolare salumeria in Via S.Isaia 6), ma le ultime settimane sono state piuttosto concitate e credo che ci siamo un po' persi nel calendario.
Anyway, eccoci qui: c'è una nuova playlist da scaricare, come al solito piena di pop, rumore e soul (qui sotto un paio di assaggi), c'è un nuovo e primaverile flyer (grazie a Giulia), e ci sono un sacco di eccellenti vini con cui questa sera si potrà brindare come si conviene. Ci vede a banco!

>>>(mp3): Fanfarlo - Harold T. Wilkins
>>>(mp3): The Monochrome Set - He's Frank

venerdì, maggio 09, 2008

Chi??



Giuro che non ho ancora visto un concerto uno da quello che vi ho raccontato due settimane fa.
Sì lo so, è una pausa insolitamente lunga per i miei ritmi abituali, ma oh.
In compenso, ehm... ho una nuova scoperta... sì, ehm, diciamo così.
Trattasi di un gruppo giovane... due inglesi e due americani, con base a New York... un gruppo, ehm, molto... molto promettente *cough *cough... da New York, quindi sono fighi, no? (datti un tono) Da New York però appunto con influenze molto inglesi, diciamo (inventa un paragone importante)... diciamo alla Jam! Ecco... i Jam, sì (boom!). Un incrocio tra le chitarre alla Jam e... e... e un tocco più moderno, tra Strokes e Arctic Monkeys (vai di stronzate random, accumula, accumula!)... accattivante ma non ruffiano, onesto, diretto eppur profondo (ora basta, le stai sparando grosse, fermati)... ehm... ecco insomma, si chiamano Five O'Clock Heroes, e questo è il video molto interessante del loro nuovo singolo, Who.
Con guest vocals d'eccezione.



Sì, sì, lo so, sono vergognoso.
Comunque sempre meglio che Scarlett Johansson.

mercoledì, maggio 07, 2008

Polaroids From the North

In questo periodo sono rimasto poco aggiornato su quel che succede in Svezia. Mi pare che da quelle parti le cose più vivaci ormai ruotino intorno all'elettronica fluorescente da party di Vice Magazine, e anche il cartellone di un festival come Emmaboda asseconda in parte tale tendenza. Da qualche stagione sembrano diradati i club e le serate indiepop, e di recente non sono state molte le uscite discografiche entusiasmanti.
Così oggi voglio segnarmi un paio di nomi che negli ultimi tempi mi hanno incuriosito e mi hanno fatto tornare voglia di vedere che succede a Nord.

- Joel Alme
Joel AlmeLucio in persona mi segnalava il nome già a inizio primavera, e Parker Lewis qualche settimana dopo mi confermava che "lo stanno ascoltando tutti e, conoscendoti, ti piacerà". Così è stato.
Joel Alme canta un pop che rimanda ad atmosfere Anni Sessanta, e quando dico Sessanta penso al bianco e nero di Studio Uno, cascate di violini e arrangiamenti in abito da sera. Nelle recensioni del suo album d'esordio, A Master of Ceremonies, spesso si cita Jens Lekman, ma direi che Alme non segue la stessa aggraziata ironia, quanto piuttosto quel romanticismo un po' virile e irruento da Håkan Hellström. Melodie che salgono d'impeto e che immagino cantate in coro a occhi chiusi da un gruppo di svedesi abbracciati, dopo che è finita tutta la vodka.
Nel video, che sembra proprio girato da qualche parte in Italia, Alme gioca con un certo trasporto a fare il crooner tormentato, ruolo che direi gli riesce abbastanza bene.

>>>(mp3): The Queen's Corner
>>>(mp3): So Used To Be Saved


- You Say France & I Whistle
You Say France & I WhistleIn attesa del ritorno dei Suburban Kids With Biblical Names (previsto per l'autunno - speriamo), mi sono divertito incontrando questi You Say France & I Whistle (come il titolo di una canzone di Van Morrison), provenienti da Stoccolman e con una curiosa fissazione per gli scoiattoli. Il tipico gruppo di ragazzi svedesi che una domenica pomeriggio si mette a suonare in cantina e che dopo tre mesi ritrovi sul palco del Frukostpop. Intanto, però, pare stiano registrando anche il primo album.
Dai demo rilasciati su myspace traspare una propensione al pop più diretto e divertente, e qualche buon pa-pa-pa e sha-la-la riescono a farlo saltare fuori in quasi tutti i pezzi. Ma l'indovinata armonia delle voci femminili e maschili, e alcune tracce scritte piuttosto bene lasciano intendere che potrebbe esserci qualcosa di più.

>>>(mp3): Convention of House
>>>(mp3): Pangea

martedì, maggio 06, 2008

And I shall be made your music

The Wave Pictures - We Dress Up Like Snowmen (single version)

lunedì, maggio 05, 2008

Nostalgia delle bionde

The Long Blondes - ''Couples''Qualche settimane fa su Vitaminic ho cercato di scrivere perché l'ultimo album dei Long Blondes non mi è piaciuto.
Probabilmente un paio di anni fa ci eravamo sbagliati sul conto di Dorian Cox e soci, e questa è la vera direzione che la band ha sempre voluto intraprendere. Nulla di male. Meno interessante, forse, ma comunque di buon livello.
Dentro "Couples" (virgolette comprese, scoprite perché), in mezzo a nuove canzoni che quasi non riconosco, restano però alcuni riflessi del gruppo che aveva saputo stupirmi e scuotermi. Dopo svariati ascolti, credo che il prisma sia Nostalgia, traccia lasciata in fondo alla tracklist e a prima vista piuttosto spoglia (Drowned In Sound chiama in causa un suono alla Chromatics). Appena una drum machine, un pianoforte e la voce di Kate Jackson tra i riverberi:

It was the shock of the new that got the latest tune
at the top of the charts or so
it must have been something like eleven weeks running
that it spent up there but still
that was then and this is now
that was then and this is now
that was just nostalgia

[...] I want to move into the future, move into the future,
move into the future with you...


Insomma, la classica "sindrome da secondo album" messa in versi.
Non è una coincidenza che anche il comunicato stampa di presentazione di "Couples" usi la stessa espressione, quel "shock of the new" che i Long Blondes hanno senza dubbio rappresentato per un buon periodo e che poi li ha fatti aspettare allo specchio il comparire della prima ruga.
Ma quella era nostalgia, sostengono i Long Blondes. La nostalgia ci ha portati qui. E ora abbiamo bisogno di un futuro.

>>>(mp3): The Long Blondes - Nostalgia
>>>(read): un lungo e articolato post che cerca di spiegare il rapporto tra le recenti iniziative urbanistiche della città di Sheffield e il nuovo disco dei Long Blondes.

venerdì, maggio 02, 2008

Handmade headache

Immagino che questa sera sarete tutti al Bronson di Ravenna per il concerto di Adam Green. A chi rimane in città segnalo l'aperitivo nelle storiche stanze del Disco d'Oro (via Galliera 23) organizzato da Zuni & Juta Cafè. Ci sarà un concerto acustico di The Calorifer is very Hot! e a seguire i dj set di SoneekMx, Phil e Anais. Il tutto a partire dalle 19.
Polaroid alla radio andrà in onda come di consueto, e dopo il programma sarò al Locomotiv Club a mettere un po' di dischi.
Ci si vede a banco, ma un po' più tranquilli di ieri.

Bonus track:
Glenn Miller - Where Is the Love?

mercoledì, aprile 30, 2008

Could it be the start of something?

Due prime fondamentali segnalazioni per il lungo fine settimana che si avvicina. Le prossime arriveranno in corso d'opera, o come passatempo durante gli hangover:

The Lodger- Questa sera il primo tour italiano dei britannici The Lodger fa tappa al Mattatoyo Club di Carpi. La band di Ben Siddal, dopo l'ottimo esordio Grown Ups dell'anno scorso, viene a presentare l'ultimo contagioso singolo The Good Old Days, e ci sarà da ballare.
In questi anni il trio di Leeds, pur cambiando varie formazioni e sempre con quest'aria da outsider, non ha mai smesso di sfornare piccole perle di pop, muovendosi con competenza e sincera passione tra influenze classiche come Smiths, Wedding Present e TV Personalities. Il nuovo pezzo ha un umore un po' eighties, vedremo che combineranno dal vivo.
Ricordo che l'ingresso è gratuito con tessera Arci. A seguire, insieme a SoneekMX, ci sono anchio a mettere un po' di dischi.

>>>(mp3): The Good Old Days
>>>(read): L'intervista di Indiepop.it


Handmade Festival- Dopo un anno esatto si torna sulla scena del crimine. L'Handmade Festival giunge alla seconda edizione e alza la posta. A questo giro, infatti, sono in scaletta anche due ospiti stranieri di tutto rispetto: Hot Club De Paris, in data unica italiana, a presentare in anteprima le canzoni dell'imminente nuovo album Live at Dead Lake, e poi Costa Music, in prima assoluta per l'Italia, nuovo progetto per Joseph Costa dei L'Altra.
Davvero un bel colpo per un festivalino tutto DIY, o meglio, "fatto a mano".
Anche la scuderia delle band di casa nostra è davvero notevole: Redworms' Farm, Le Man Avec Les Lunettes, Nuccini, Seebha, Clever Square, Leggins, Claim e Phidge.
Lasciatemi citare a parte gli A Classic Education, che proprio all'Handmade l'anno scorso debuttarono ed emozionarono tutti con un memorabile set. Sarà una bella occasione per festeggiare tutti assieme il loro primo compleanno.
Anche in questo caso, non c'è biglietto d'ingresso, e ai giradischi avrò il piacere di accompagnare MarinaP, per uno speciale Vitaminic Back 2 Back dj set, prima dei padroni di casa Le Casio.
Ci si vede a banco!

>>>(mp3): Hot Club De Paris - Hey! Housebrick
>>>(mp3): A Classic Education - Badlands & Owls

lunedì, aprile 28, 2008

The Wave Pictures, I love you like a madman


Vorrei scrivere che quello dei Wave Pictures è per me l'esordio più importante dell'anno, ma non sarebbe corretto. Il trio del Leicestershire esiste da quasi una decina d'anni e, nonostante la Moshi Moshi presenti il loro nuovo Istant Coffe Baby come un "debut album", ne ha già realizzati altri sei, tutti più o meno in casa.
Quello che potete aspettarvi dalle loro folgoranti canzoni credo stia nella riga della loro biografia che spiega come "the band learned to play together by covering Jonathan Richman". E poi ci sono dentro i Velvet Underground e gli Hefner, il Bob Dylan verboso a rotta di collo e la schiettezza di Ballboy, il nonsense dei Pavement e le chitarre graffiate dei Television.
Tra i loro sostenitori si contano già Herman Düne, Jeffrey Lewis e Darren Hayman, per il quale hanno fatto anche da backing band, così come per John Darnielle dei Mountain Goats. Darren ha ricambiato dirigendo questo assurdo video e partecipando alle registrazioni del nuovo disco.
Credo che scriverò e suonerò canzoni dei Wave Pictures ogni settimana fino a quando qualcuno non si deciderà a portarli in Italia. Per cominciare vi lascio qui sotto il primo loro singolo che pubblicò la Moshi l'anno scorso. Era davvero da un pezzo che non rimanevo così frastornato da una canzone d'amore.
Amateli come matti anche voi.

>>>(mp3): Now You Are Pregnant

(I don't have any bad memories, only bitter regrets)

sabato, aprile 26, 2008

Parer Lewis back in Italy!

Parker LewisRubo la prima pagina all'ultimo fantastico Londonwatch soltanto per due righe di una rapida segnalazione, che in realtà è abbastanza affine alle sonorità di The European. Questa settimana è tornato in tour in Italia Parker Lewis, il giovane cantautore svedese che da un paio d'anni ci siamo presi a cuore.
Non ripeterò quello che le sue piccole, indolenti e dolci canzoni sanno regalarmi. Ricordo però che questa sera Parker Lewis sarà in concerto all'Edera di Codroipo (UD) e domani, per l'ultima data, al Mattatoyo Club di Carpi. Presenterà il suo nuovo ep Written and Directed By, liberamente scaricabile dal sito della net label Madforit. Non mancate.

>>>(mp3): Wasting Time
>>>(mp3): Risky Dancing by Alvy Singer
(foto: Lucio)
Primo! (ci riprovo)



Stavolta ho fatto un giro preventivo sia su Google che su Hype Machine e non ho trovato un tubo, per cui sono abbastanza convinto.
Siamo al Windmill di Brixton, serata Stolen Recordings.
Il primo a salire sul palco è un tizio vestito da gelataio.
Anzi no: eccolo che tira fuori una vestaglia Luigi XIV, appiccia il laptop e imbraccia un synth a tracolla, mentre al resto pensa il ciuffo spostato. È un dandy coi controfiocchi.
Si chiama Simon Break: prima era negli Icebreaker International (tra il '99 e il 2003 sotto l'etichetta di Andrew Lloyd Webber - gulp) e poi brevemente nei The Temporary Shelters (un singolo su una compilation Stolen Recordings); ora e' da solo e si fa chiamare The European.
Quello che propone è un pop elettronico minimalista dai testi ironico-malinconici: lui sta fermo, attende che le basi partano da sole e racconta le sue piccole storie, permettendosi giusto un paio di brevi assoli di synth che tradiscono la sua quasi decennale esperienza nel campo.
E le sue melodie, a metà tra un modesto Jens Lekman e dei Pet Shop Boys lo-fi, sono di quelle che catturano e si incollano subito senza pietà.

>>>(mp3): The European - Wet Dream

Poi io in realtà ero lì per gli Screaming Tea Party, ma sono stati una discreta delusione. I pezzi soft e melodici che occupano mezzo ep e che tanto mi avevano incantato, dal vivo vengono strangolati da continui assalti di rumore, pose da terroristi del rock, caos, distruzione ed esecuzioni svogliate e scollatissime. E allora di roba così ce n'è già tanta in giro, e fatta meglio. Mi dispiace, stavolta non basta essere giapponesi.

giovedì, aprile 24, 2008

Welcome to the Jingle!


Venerdì 25 e sabato 26 aprile il club For Sale di Piacenza ospiterà la prima edizione del festival Welcome to the Jingle: due palchi, tanti nomi che suoniamo spesso anche da queste frequenze, un botto di simpatici banchetti del merchandising e pure un biglietto dal prezzo decisamente basso.
Ci si vede a banco!

Qualche bonus tracks per il ripasso:
Annie Hall - Ghosts' Legs (live on MAPS)
Ex-Otago - Amato the Greengrocer (live on polaroid)
Isabel At Sunset - Meet the Gang (live on polaroid)
København Store - We Came Down From the North
My Awesome Mixtape - The Giant Squid (live on polaroid)
Fall like fireflies / riot like rats

Hatcham SocialHatcham era il nome medievale del distretto di New Cross, zona sud est di Londra, e da qui provengono gli Hatcham Social, trio che vede in formazione anche Finnigan Kidd, ex batterista dei Klaxons.
Hanno registrato già tre sette pollici, tutti sold out, e rivelano una passione per le raccolte su cassetta, tanto che ne hanno già realizzate due. In studio hanno potuto contare anche sull'assistenza di un personaggio come Tim Burgess dei Charlatans, band che proprio in queste settimane accompagnano in tour in Gran Bretagna.
Il mese scorso è uscito il nuovo singolo So So Happy Making e il suono degli Hatcham Social si è definito in maniera ancora più nitida. Abbandonate certe radici post-Libertines, qui siamo dalle parti degli Anni Ottanta degli Smiths (vedi il falsetto di Till the Dawn o i languori della b-side Pocket Sized) e della Scozia degli Orange Juice. Non a caso Alan McGee li suona nei suoi dj set e li ha passati alla nuova label del figlio Dan.
Non mancano poi le dichiarate influenze Sixties, visto che nei concerti sono frequenti gli omaggi a Byrds e Beach Boys. A dire il vero, però, sembra che dal vivo gli Hatcham Social si divertano anche a essere parecchio più aggressivi, e una cronaca del Guardian tira in ballo addirittura le ruvidezze dei primi Pavement.
Al momento sono in studio a registrare il prossimo singolo con Faris Badwan, cantante della garage band The Horrors, ma io non vedo l'ora che finalmente si decidano a mettere insieme un bell'album come si deve.

>>>(mp3): Penelope (Under My Hat)
>>>(mp3): So So Happy Making

mercoledì, aprile 23, 2008

"Everyone who walks through our door is a motherfucker"

Club Motherfucker - London
Seguite la redazione di polaroid avventurarsi insieme a una guida d'eccezione nei più torbidi scantinati di Londra...


>>>(mp3): Lonely Ghosts - The Unpopular Future
>>>(mp3): Partyshank - Kids of the Future (demo)

martedì, aprile 22, 2008

I can't see if things are getting any better


Ringraziamo la redazione del fan-site ufficiale di Valido per questo nuovo esaltante video dei Let's Wrestle, il gruppo al quale più di ogni altro quest'anno associo la parola "esaltante".

>>>(mp3): Let's Wrestle - Tanks (live - Huw Stephens session)